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Le Sorelle Marx

Ormai non c’è presidente o rappresentante di una istituzione pubblica che non tenda a raffigurarsi come qualcosa di diverso da un politco. Ricordate il Berlusconi – presidente operaio, imprenditore, ecc.? O il Salvini indossatore di felpe di tutte le armi del Regno? E così anche il nostro Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ha deciso di presentarsi come rappresentante dell’Arma dei Carabinieri: nei secoli fedele! Così in un suo articolo sul Corriere Fiorentino ha scritto una lettera al direttore, che aveva osato dubitare della sua fedeltà al Pd nel caso di una sua candidatura ed elezione alla presidenza della Regione, affermando che mai e poi mai lui cambierà casacca nel caso di candidatura e che, nei secoli dei secoli, sarà fedele al Pde. A cui ha aderito, sottolinea, nel momento fondativo, senza l’automatismo di chi veniva dai Ds o dalla Margherita, ma “con una scelta di rottura con il mondo dei Socialisti democratici”, cui magari a suo tempo aveva giurato fedeltà eterna. Come forse ebbe a fare con Rinnovamento Italiano, il partito di Lamberto Dini. La sua fedeltà “non è nemmeno da mettere in discussione”, che diamine! Neppure la scissione renziana, con Italia Viva, è una sirena dal cui canto Eugenio sarà attratto. Anche perché Giani, con raffinato colpo di fioretto, ricorda che a lui fu chiesto nel 2009 e nel 2014, “per spirito di squadra di non partecipare alle primarie per sindaco di Firenze”: in entrambi i casi fu proprio Renzi a chiedergli questo immenso sacrificio cui il Nostro si piegò, sempre per spirito di squadra, per carità! E’ un dettaglio il fatto che l’infingardo Renzi non gli abbia poi assicurato ciò che gli aveva promesso in cambio. Come all’Arma, dunque, Giani resterà fedele nei secoli al Pd e Renzi, che pure lo ha indicato come candidato ideale per la Regione, dovrà farsene una ragione. Ma noi suggeriamo al nostro caro Eugenio di fare i debiti scongiuri di fronte alla profferta di Renzi… anche se non c’è due senza tre.

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