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memorieslungo

di Isabella Michetti

Se le cose del mondo, e specialmente quelle degli uomini, seguissero una qualche logica, i musei sarebbero il luogo prediletto dei bambini, meta ideale delle loro funamboliche scorribande. L’arte, dopotutto, non è che la conferma che ciò che si immagina esiste, eccome: nelle opere dei maestri diviene persino più autentico di certa realtà. E chi, oltre agli artisti, sa padroneggiare la fantasia meglio dei bambini? Ma l’essere umano non è un algoritmo: così, se ancora non sono i più piccoli i fruitori principali dei luoghi dell’arte è allora, forse, perché i grandi non sanno apprezzarne la portata ludica (e, insieme, educativa) e trasmetterla con sufficiente entusiasmo.

Capita, d’altro canto, che certi creativi trovino la giusta maniera: ed è allora che può accadere la magia. Era il 2008 quando i Musei di Nervi (Genova) e la casa editrice Maschietto Editore si aggiudicavano il prestigioso “Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia” in ragione di un preziosa collana di volumetti per bambini curata da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione. Storie da leggere e sfogliare insieme ai più piccoli, firmate da nomi celebri della cultura italiana e arricchite dai disegni di altrettanti illustratori tra i più affermati. Lo spunto di ciascun racconto è un’opera tra le più illustri presenti nelle collezioni dei Musei genovesi. Neri Marcoré scrive di una dama di Giovanni Boldini, l’elegante e pensierosa Miss Bell del 1903 custodita presso il Museo delle Raccolte Frugone, immaginando nella sua posa lievemente scomposta i sogni a occhi aperti della bimba che rimane in ogni donna. Nelle rime del cantautore Max Manfredi e nei ritagli della scenografa e artista Serena Giordano il destriero geometrico di Fortunato Depero (Nitrito in velocità, 1934 ca., GAM Genova) trascina il suo cavaliere in un’avventura oltre la cornice del quadro tra le amenità dell’universo futurista e fino alle tragiche derive della guerra. Sempre alle visioni futuriste attingono Chiara Rapaccini ed Emanuela Bussolati nel tratteggiare un momento di sospensione della legge di gravità prendendo spunto dalla palla di ferro di un dipinto di Fillia, Senso di gravità. Dal sodalizio tra Rapaccini e Bussolati prende vita anche la Fanciulla Abruzzese di Paolo Michetti, dipinto conservato nel museo delle Raccolte Frugone, che diviene una maghetta dotata di una magica collana. E un’altra giovane, quella del Ritratto di fanciulla di Felice Casorati (GAM, Genova), si trasforma nella Giuditta di un racconto di Roberto Piumini illustrato da Francesca Biasetton. All’ombra di una fronda di castagno che si riflette sulla superficie dell’acqua (Antonio Discovolo, Il castagno, GAM Genova) Mario Lodi racconta ai bambini (e rammenta, al contempo, agli adulti) quanto ogni elemento della natura e del mondo influisca sull’altro, in un movimento di creazione e cambiamento costanti. Nel Il Cantiere di Plinio Nomellini (1909, GAM Genova), Giorgio Scaramuzzino mette in scena il suo “Io mi chiamo Piero”, storia del bambino ritratto in una pausa dal lavoro accanto al falò, fanciullo cui non resta che il sogno – giusto quel che serve per salpare e scoprire mondi lontani, variopinti quanto le illustrazioni di Francesco Tullio Altan. Come durante il Sonnellino in barca di Joaquin Sorolla y Bastida, che ispira la storia di Miriam Formisano e i disegni di Fiorenza Casanova.

Racconti per bambini ma alla portata pure dei grandi: che potranno riscoprirsi giovani coraggiosi e specchiarsi nella Nuova gente, sempre di Plinio Nomellini (1909), seguendo il racconto di Sergio Staino, un inno alla libertà da ogni paura.

Lo suggeriscono Simonetta Maione e La zingara del presepio di Pasquale Navone (Museo Giannettino Luxoro), un Natale così: di condivisione, apertura, rinnovata speranza.

Buone feste – e buone letture.

 

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