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Collana - L'OCCHIO ALATO

Alberto Burri. L’amicizia

16.00

Il libro presenta per la prima volta il diario che Matteo Fortuni, detto Tito, tenne per trent’anni sul suo rapporto con Alberto Burri, di cui fu amico intimo, consigliere e collezionista. L’artista e il medico sono come fratelli. Le loro vite, durate entrambe ottant’anni con uno scarto di cinque anni tra Alberto, il maggiore, e Tito, si svolgono in parallelo: entrambi di Città di Castello, entrambi medici, calciatori e tifosi del Perugia, condividono per tutta la vita passioni e sogni. Gli appunti di Tito raccontano come l’artista ritrovasse sempre a Città di Castello una dimensione rilassata e genuina, perfino goliardica, necessaria per nutrire la sua ispirazione e per aiutarlo a sedimentare le intense esperienze artistiche internazionali. Il libro delinea un ritratto intimo di quello che è da molti considerato il massimo artista italiano del secondo Novecento, dall’infanzia alla formazione, al successo mondiale alla morte, fino ai conflitti sulla sua eredità. Il testo è affiancato da fotografie inedite, di opere e di momenti di vita condivisi, che documentano il rapporto tra Burri e Fortuni. Il libro esce in occasione del centenario della nascita di Burri. Le celebrazioni sono state segnate da importanti iniziative internazionali, in primis la grande antologica al Guggenheim di New York.

 

 

2016, cm 12 × 20, pp. 224, illustrazioni in b/n, softcover

 

ISBN 978-88-6394-103-6

Radicali liberi. Poesie 1980-2011

18.00

Il volume presenta per la prima volta le poesie di Vittorio “Titti” Maschietto, scritte nell’arco di un trentennio ma rimaste finora inedite per volontà dell’autore. La poesia di Titti Maschietto nasce da una profonda conoscenza della parola, scritta e orale, unita a un’intensa frequentazione degli altri linguaggi artistici; procede attuando un’incessante costruzione e decostruzione che accoglie nelle sue cesure le manifestazioni di una ribollente tensione esistenziale e politica, che non di rado assume toni sulfurei e iconoclasti.

 

Collana: “L’Occhio Alato”, n. 7

 

 

2011, cm 12 × 20, pp. 368, illustrazioni in b/n, softcover

 

ISBN 978-88-6394-023-7

Infedele alla linea

18.00

Ci sarà il golpe in Italia? E quando? Il nuovo premier sarà colluso? Tornano davvero le Br? Ma soprattutto: uccideranno Ascanio Celestini? Il clima è pesante, si temono azioni terroristiche. Non si capisce chi governa. Tutti contro tutti, in questo generale declino le grandi opere fanno gola alle famiglie mafiose. Ascanio Celestini – l’attore, il regista, lo scrittore, il giullare amato da tutti – non esita a fare i nomi, a dire quello che pensa anche in tv. Ecco perché è un obiettivo sensibile. E Federico Mila, critico teatrale ormai disoccupato, si trova in mezzo a tutto questo, costretto a barcamenarsi tra crisi pubbliche e private: una dieta imposta dal medico per ridurre il sovrappeso; la vita di coppia al collasso; il teatro e i suoi personaggi come eterno orizzonte. Come fosse improvvisamente in scena, all’alzarsi del sipario Federico Mila diventa protagonista di una vicenda il cui finale è davvero un mistero, tra agenti segreti, mafiosi vendicativi, oscuri politici, amici, colleghi, e tante donne affascinanti. In una road-novel che segue i ritmi e i riti di una tournée teatrale, Federico Mila ragiona sull’amore, sul desiderio, sulla passione, sul fallimento. Un colpo di fulmine dopo l’altro, un errore dopo l’altro, una telefonata dopo l’altra, Mila si schiera a fianco di Ascanio Celestini, in un viaggio (politico, spettacolare, gastronomico) che parla di padri e figli, e di un Paese che non vuole cambiare. Se non in peggio. Dopo i precedenti Piccola Tragedia, in minore e Amarti m’affatica, Federico Mila torna con una nuova disavventura ancora sospeso tra finzione e realtà.

 

 

2015, cm 12 × 20, pp. 285, softcover

 

ISBN 978-88-6394-092-3

Amarti m’affatica

18.00

Il ritorno insperato, emozionante, di una donna dal passato sconvolge la tranquilla vita del critico teatrale Federico Mila. Ma l’atteso appuntamento non avverrà, la donna non arriverà mai. Mila si mette sulle sue tracce, e si fa travolgere da un mistero fitto, cupo, violento: teatri bruciati, mafie internazionali, spionaggio e agenti segreti avvolgono la scomparsa di Giulia. Tra Roma, Parma, bari, Skopje e Parigi si gioca una partita in cui nulla appare per quel che è: nel teatro, come nella vita, il confine tra realtà e finzione diventa sottilissimo. Amarti m’affatica è un gustoso affondo nel mondo del teatro italiano, una riflessione di Andrea Porcheddu sul melodramma dalle tinte noir, un gioco ad incastro che mescola racconto, saggi, canzoni nei cinque atti di una tragedia.

 

 

2006, cm 12 × 20, pp. 247, hardcover

 

ISBN 978-88-88967-37-0

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