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sorelemarxlunga

Quando si dice un commento imprescindibile, del quale non si poteva fare a meno o che ha aperto squarci di luce nella tenebra di conoscenza che ci avvolge, abbiamo pensato in questi giorni al cinguettio della sindaca di Roma, Virginia Raggi (soprannominata Virginia-giù-dal-pero), sul rogo in cui è andata bruciata per la seconda volta, alla vigilia della inaugurazione, la libreria “La pecora elettrica” al quartiere Centocelle di Roma. Infatti, Virginia inizia il suo “pensiero” con un sorprendente “Inquietante l’ennesimo rogo alla libreria @PecoraElettrica a Roma”: beh, chi l’avrebbe mai detto “inquietante”?! Ma è soprattutto il proseguo del cinquettio che inquieta noi questa volta: “Se fosse confermato l’atto doloso sarebbe estremamente grave”. Ma dai, Virginia, e che altro potrebbe essere? Autocombustione? Forse un cortocircuito, visto che si tratta di materiale elettrico, seppur pecoreccio? Oppure il tentativo di lanciare un nuovo prodotto culinario della tradizione romana: pecora alla scotta dito? Insomma, va bene essere politically correct, ma mica tonni! D’altra parte, ecco la chiusa strepitosa e imprescindibile della Virginia: “si faccia subito chiarezza!” Ah beh certo, e che si dovrebbe fare, Virginia? Un bell’insabbiamento oppure ci mettiamo, dopo il fuoco, anche una bella pietra sopra? Insomma, come abbiamo potuto vivere prima, senza i cinguettii della Raggi?

Le Sorelle Marx

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